Giorno numero 30 della quarantena.
Le giornate sono lunghe. Per gran parte del giorno controllo il vicinato dal mio quartier generale. A chi passa davanti alla mia rete abbaio che devono stare a casa sciorinando sempre la solita cantilena che va dal rispettare chi lotta in prima linea per noi, passando per un egoistico ma vitale pensiero ovvero che non ho più voglia di essere confinata nei miei pochi metri quadrati di giardino, quindi più si sta in casa ora e prima ce ne potremo tornare fra i boschi 😣. Ogni volta, come un disco rotto, mi tornano in mente le parole in romanesco del corto di Zerocalcare Penso a tutti quelli che c’hanno avuto i morti, chi sta ancora in terapia intensiva, nell’imparagonabbbile piccolo nostro pure noi ci siamo abbastanza rotti il cazzo di stare così. Mi strappa sempre un sorriso e mi riporta un po’ di buon umore, proprio quello che ci serve per parlare ancora di noi. Ho fatto la mia solita estrazione del fortunato di oggi e… buona lettura…!
Quando ero ancora piccolissima andavo ad addestrarmi a Livorno il lunedì mattina. Di solito ero sola, ma un giorno arrivai e ci trovai quello che Alessio chiamava l’omino del campo. Per me tutto era nuovo e tutto era bello e trovai simpatico questo omino che dal nulla costruiva il tutto. Dopo uno dei suoi tanti lavori, fece un cambio rapido di attrezzatura passando da secchiello, spatola e livella a cane, manicotto e wurstel. Con un’elegante disinvoltura scese dalla macchina Ziva. Riuscii a dire solo una cosa: WOW 😮! Quella ero io ma più grande: giuro che per un attimo ho pensato che Alessio mi avesse fatto lo scherzo di mettere uno specchio deformante. L’illusione svanì rapidamente, quando Ziva iniziò a fare l’allenamento facendo cose strabilianti. Sì! Era proprio chiaro che non potevo essere io! 😒
Finito l’allenamento, timidamente… no, non è un aggettivo che mi si addice… dunque… allegramente zompettai verso questa ragazza con un pelo magnifico e le orecchie giù (che poi sarebbero quelle che mi garbavano, ma mi son toccate le orecchie a parabola!). La mia allegria è durata il tempo di un respiro perché subito mi aggredì! Proprio non ne voleva sapere di me! Volevo farmela amica a tutti costi, avevo capito che era una che contava lì nel gruppo, ma non apprezzò la mia irruenza e focosità giovanile. Ho provato in tutti i modi, ma niente. Mi dicevo pazienta che poi quando sarai più grande le piacerai. Potrò sembrare insistente, ma io sprizzo peace&love da tutti i pori e professo il e vissero tutti felici e contenti. Comunque con Ziva non ha funzionato, che smacco!
Sono cresciuta e ormai le nostre litigate non sono più per conquistare la sua attenzione, ma per chi deve essere LA femmina del gruppo! Nessuna delle due cede e l’ultima volta che ci siamo viste son volati ciuffi di peli. Quelli che volavano quando litigavo con mia sorella erano nulla in confronto, qui ci siamo proprio tirate via le pellicce. I nostri genitori ci guardavano esterefatti ma con la lucida convinzione che era un problema solo nostro. Quella volta però stavamo perdendo davvero il controllo, un urlo ci ha riportate alla realtà; ci siamo allontanate guardinghe ed entrambe con una bella ceretta pre-estiva!
Non capisco come non facciamo ad andare d’accordo. Non capisco come non abbia mai apprezzato il fatto che le dicessi che da grande volevo essere come lei, che sui muri della mia cameretta avevo appeso tutti i suoi poster, che in un quaderno attaccavo tutti gli articoli che la riguardavano, che avevo spulciato gli archivi nazionali ed ero risalita ai suoi primissimi giorni e passi.
Ziva era nata il 9 agosto 2016 in una fattoria di Figline Valdarno. Cavalli, mucche e galline erano rimasti la sua famiglia dopo che tutti i fratellini avevano lasciato la casa natale. Nel frattempo, in quel di Livorno, Gaia cercava di convincere Fabio a prendere un cucciolo. Lotta dura, ma da brava donna alla fine la spuntò e il 17 ottobre Ziva si ritrovò in macchina in direzione della sua nuova casa. Ad esclusione di quel primo viaggio che per lei come per tutti noi cuccioli è stato abbastanza traumatico, una volta a casa diventò la Regina: divano, letto, giardino, pappa, pipì e cacca. Un ciclo ininterrotto di beatitudine. Tolti i momenti amorosi in casa, appena varcato il cancello i genitori impazzivano dietro a quella che si trasformava da dolce cagnolina in un cingolato.
Fabio cercò di parlarle, ma lei faceva orecchie da mercante, non vedeva quale fosse il problema. Una sera come tante che dormiva lunga stesa come un pascià, un tono di voce sospetto la svegliò. Rimase immobile, con gli occhi chiusi, ma le orecchie ben attente; respiro al minimo per sentire meglio: Fabio stava parlando con Gaia ed era disperato. Si sentì morire dentro e si ripromise di fare di tutto per accontentarlo. Si riaddormentò con un bel sospiro sicura delle sue buonissime e infallibili intenzioni. La mattina dopo aspettò con ansia la passeggiata. Varcato il cancello camminava accanto a Fabio orgogliosa di sé stessa. Si stava gongolando quando una lucertola le attraversò la strada, la guardò, scoppiò a ridere e disse Uuuuuuuuh… facciamo la signorina per bene!! Le fece una pernacchia e scappò via! Ziva – giustamente direi – perse il lume e il tir che era in lei partì direttamente in quinta. Una volta tornata a casa, l’espressione di Fabio le riproiettò quello che aveva appena fatto. Non se ne era resa conto. L’istinto aveva vinto. Rimasta sola cominciò a pensare. Il postino le dette la soluzione. Fece scivolare, insieme alle bollette, un volantino che noi abbiamo già visto con Audrey, ma che Ziva vedeva per la prima volta:
Decise che doveva provare questa via e quando Fabio tornò dal lavoro glielo fece vedere.
Chiamò.
Hai quattro zampe e una coda? Allora facciamo al caso tuo!
Paura, stress, noia? Chiama 848!
Iperattività, aggressività, remissività? Chiama 848!
E se invece sei dinamico e hai voglia di imparare cose nuove… ovvio… chiama 848!
Decise che doveva provare questa via e quando Fabio tornò dal lavoro glielo fece vedere.
Chiamò.
Andarono.
Alessio, vecchia volpe, appena la vide disse che in lei ardeva la fiamma della ricerca e del soccorso. Si dimenticarono che erano andati lì per imparare a non tirare al guinzaglio e passarono i successivi tre mesi a cercare di insegnarle ad abbaiare (cosa fondamentale per segnalare un disperso). Tre mesi che dovevano contrastare due lunghi anni in cui a casa tutto le era stato concesso meno che abbaiare. Ed essendo lei un Border e dunque un cane iper-schematico, quella cosa aveva imparato e quindi quella cosa faceva… punto! 🙈🙉🙊 Alla fine un paio di manicotti (santi subito!) innescarono il tanto atteso abbaio e da lì non ha più smesso.
E’ bella, è brava, è intelligente, è più matura di noi ed è prontissima per diventare operativa come Otto (per altro suo marito dal 23 agosto 2019) e come Rey. Purtroppo ancora non ci è riuscita perché per ben due volte le è stato rimandato l’esame, l’ultima delle quali per colpa di Covid che ci ha messo lo zampino!
La conquisterò! 😏 Lo giuro su quei manicotti che per noi sono più importanti della nostra stessa vita! 😎😍
Alessio, vecchia volpe, appena la vide disse che in lei ardeva la fiamma della ricerca e del soccorso. Si dimenticarono che erano andati lì per imparare a non tirare al guinzaglio e passarono i successivi tre mesi a cercare di insegnarle ad abbaiare (cosa fondamentale per segnalare un disperso). Tre mesi che dovevano contrastare due lunghi anni in cui a casa tutto le era stato concesso meno che abbaiare. Ed essendo lei un Border e dunque un cane iper-schematico, quella cosa aveva imparato e quindi quella cosa faceva… punto! 🙈🙉🙊 Alla fine un paio di manicotti (santi subito!) innescarono il tanto atteso abbaio e da lì non ha più smesso.
E’ bella, è brava, è intelligente, è più matura di noi ed è prontissima per diventare operativa come Otto (per altro suo marito dal 23 agosto 2019) e come Rey. Purtroppo ancora non ci è riuscita perché per ben due volte le è stato rimandato l’esame, l’ultima delle quali per colpa di Covid che ci ha messo lo zampino!
La conquisterò! 😏 Lo giuro su quei manicotti che per noi sono più importanti della nostra stessa vita! 😎😍
| Ziva e Fabio |
E andiamooooo
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