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31 marzo 2020

IL CONO D'ODORE

CONO D'ODORE 


Il cane sul campo deve lavorare "di naso" in maniera autonoma sebbene sempre sotto la guida del suo conduttore. La tecnica di ricerca è basata sul fatto che ogni corpo le emissioni continue gli odori definita "quali gli attori". La massima inizio gli odori al vertice del quale ove posizionate soggetti la ricerca mano a mano che ci si allontana male in petto della torre si ampia così come la sua intensità diminuisce in essere nulla la base dell’ immaginario cono.

Tutte quelle molecole o particelle che genera l'odore umano, diffuse sottovento, si dispongono in un cono immaginario che risultano concentrate nei pressi della sorgente (il disperso), che diventano sempre più rarefatta e mamma nella distanza dalla sorgente aumenta (Il cono di odore si allarga). Un cane addestrato, una volta entrato nel cono, procedo a zig-zag al fine di individuare la sorgente odore più intensa che seguirà per raggiungere disperso. Rogazione dell'odore è in funzione del tipo di terreno, del vento e della termica vedendo la foto di seguito immaginate che nel tubo ci sia un disperso che me ne sto effluvio che, spinto dal calore del suo corpo e dalla zona esterna, viene portata all'esterno del contenitore. Arrivata sul ciglio del tuo prendere attrezzi diversi a seconda del vento. Il cane che ricerca a scovo o cono d’odore:
  • non necessita di annusare un oggetto appartenente al disperso.
  • non necessita di avere una traccia.
  • non è disturbato da alla presenza di altro personale partecipante alle ricerche (di conseguenza l’area non deve essere necessariamente sgombra da persone).
  • non necessita di un punto di partenza certo.





30 marzo 2020

LE DOTI NATURALI SONO:

                     
   LE DOTI NATURALI SONO :

                     
TEMPERAMENTO
Velocità di reazione del cane agli stimoli esterni siano essi positivi o negativi.
Il temperamento può risultare scarso ,presente o vivace. Importante ricordare che è una caratteristica caratteriale che non può essere modificata.
Credo che in ogni attività sportiva occorre un cane con buon temperamento,che gli permette di muoversi,correre ed agire il cane con prontezza.
Quando valutiamo il temperamento di un soggetto ,dobbiamo valutare precedentemente l’ età e la costituzione del soggetto sotto esame, in quanto un soggetto anziano o un molosso avrà un temperamento inferiore ad un soggetto giovane e magro
Esempio:
Un cane di temperamento vivace reagirà con prontezza sia all’ arrivo del proprietario (stimolo esterno positivo) sia all’ aggressione di un malintenzionato (stimolo esterno negativo).
Un cane con temperamento vivace sicuramente sarà pronto ad agire al minimo stimolo come ad esempio al colpo di voce del conduttore.

TEMPRA
E’ la misura della capacità di sopportazione a stimoli esterni sgradevoli o dolorosi.
La tempra si misura in molle o scarsa, media o dura. La tempra come il temperamento non possono essere modificati.
Esempio:
Pestiamo una zampa involontariamente al nostro cane, se il cane:
-SE Piange,zoppica,si ferma ha una tempra Molle
-SE si rifiuta di proseguire la passeggiate ha una tempra Molto Molle
-SE non farà caso all’ accaduto avrà una tempra Dura.
-SE il cane fa un leggero guaito e poi prosegue ha una tempra Media.
Un soggetto con tempra molle sicuramente dovrà essere scartato da attività cino-agonistiche e riproduttive in quanto non idoneo a tali attività.
Invece un soggetto con tempra dura sarà difficile d’ addestrare e dovrà essere lavorato solo da istruttori/addestratori di comprovata esperienza.

AGGRESSIVITA’
E’ quell’ impulso alla lotta come reazione a uno stimolo minaccioso rivolto a lui stesso ,al suo territorio, o alle persone che ama.
L’ aggressività non è per forza una problematica comportamentale ma semplicemente una dote naturale che non può mancare nel cane, in quanto ha un ruolo primario per la conservazione per la specie.
Si ritiene l’ aggressività problematica solo quando il cane esibisce reazioni aggressive ingiustificate e prive di controllo da parte del proprietario.
Un cane equilibrato esprime aggressività se la situazione contingente la richiede .
Esistono diverse forme d’ aggressività:
-Competitiva
-Da dominanza
-Da timore
-Da dolore
-Territoriale
-Predatoria (anche se non è secondo me etologicamente corretto parlare d’ aggressività predatoria,in quanto un lupo quando morde una preda ,lo fa non per aggressività ma per istinto predatorio)
-Materna
-Appresa
-Idiopatica
Quando parliamo di Utilità e difesa, molti confondono il concetto combattività con aggressività. Infatti nei cani da lavoro per questo sport si richiede un ottima qualità della combattività piuttosto di un esaltazione del comportamento aggressivo.

COMBATTIVITA’
E’ la capacità di rispondere ad un impulso spiacevole ,con atteggiamento di lotta nei confronti dell’ avversario sia esso intraspecifico (un altro cane) che interspecifico (es.uomo).
Un cane combattivo esprime questa dote durante il morso, quando inizia a dimenarsi per sbatacchiare la “preda”. Di solito un cane combattivo è di tempra medio-dura.

DOCILITA’
Si intende per docilità quella caratteristica che permette al cane d’ accettare spontaneamente l’ uomo come suo leader (nda. Leader da to lead =condurre). Pertanto un cane docile sarà sempre desideroso d’ ascoltare e di lavorare con il suo conduttore.
La docilità può essere Scarsa, medio o buona
Un cane troppo docile può avere tanto desiderio di compiacere il suo conduttore,a tal punto da non esser capace di prendere da solo delle decisioni. Importante ricordare che un minimo d’ indipendenza è necessaria per evitare alcune problematiche relazionali ,ad esempio quando il cane rimane solo e piange.
Importante quando si parla di Docilità da non confondere con sottomissione .

VIGILANZA
E’ quella capacità di avvertire un possibile pericolo esterno,sia diretto al cane che al nucleo familiare in cui vive.
La vigilanza, si manifesta sempre in modo più accentuato all’ interno del territorio dove vive il cane rispetto all’ esterno.Inducendo cosi il cane ha fare la guardia assumendo atteggiamenti vigili ed attenti verso gli stimoli che scatenano questo tipo di comportamento.
Un addestramento specifico può modificare,ed esaltare questa qualità naturale.
La vigilanza può essere scarsa,media o alta.
Una vigilanza eccessiva non favorisce la concentrazione del cane che nelle fasi di obbedienza può far risultare il cane eccessivamente distratto.
Molti pensano che la vigilanza,sia un comportamento solo appreso da parte del proprietario, conoscendo che in natura, esistono soggetti destinati all’ interno del branco (nucleo familiare) a questo tipo di compito.
Quando esaminiamo la vigilanza di un soggetto, dobbiamo stare attenti a valutare alcuni concetti strettamente correlati, tipo il tempo di concentrazione (ricordiamoci che i tempi di concentrazione del cane sono diversi che nell’ uomo), il territorio dove esaminiamo il soggetto e la curiosità.
Ricordiamoci sempre che è correlata con la tempra per esempio:
Soggetto molto vigile= tempra scarsa
Soggetto mediamente vigile= tempra ottima


CURIOSITA’
E’ l’ interesse che il cane mostra verso il mondo esterno e per tutto ciò che può attirare la sua attenzione .
Questa è una dote importantissima ,in quanto un cane apatico sicuramente ha scarse possibilità d’ imparare un esercizio o un comportamento.
Concludendo questa dote naturale non deve mai essere repressa anzi esaltata per processi d’ educazione e d’ addestramento.

SOCIALITA’
E’ l’ attitudine a rapportarsi con l’ uomo in modo semplice e naturale. Da non confondere come spesso molti fanno Socialità con Socializzazione.
La socialità può essere quindi intrapecifica (verso animali della stessa specie) o interspecifica (verso animali di specie diverse).
La socialità è influenzata sopratutto nel periodo definito dell’ Imprinting ,età preposta per l’ individuazione dei partner sociali disponibili.
La socialità si misura in scarsa,media,buona.

POSSESSIVITA’
E’ la capacità dell’ animale di considerarsi “proprietario” di qualcosa (giocattolo) o di qualcuno (altro cane o persona).
E’ una caratteristica apprezzabile perchè se ben canalizzata può risultare utile nell’ addestramento del cane.
La possessività si misura in bassa,medio,alta. E’ può essere modificata ed accentuata stimolando precocemente i cuccioli.
Spesse volte un soggetto possessivo viene ritenuto erroneamente ,problematico e chiamato Soggetto con aggressività possessiva.

Una possessività alta può risultare problematica se il proprietario non riesce a gestirla. Ad esempio quando due fidanzati si abbracciano ed il cane si mette fra i due amanti facendo in modo di separarli.Sicuramente l’ educazione ed un addestramento specifico possono indirizzare questa dote nel modo giusto.

27 marzo 2020

🐾🔍 Slam on air 🔍🐾

🐶  CHI SIAMO - 3° PARTE

La settimana scorsa era primavera, oggi sembra gennaio. I telegiornali parlano di colpo di coda dell’inverno. È un po’ azzardatello questo colpo di coda: pioggia, vento, neve! Comunque, io per ora sono in mansarda davanti al computer per raccontarvi ancora di noi. Ho le zampette congelate dal freddo, ma speriamo che le emozioni che provo ogni volta che mi immergo nei nostri racconti mi scaldino!

Ci siamo lasciati con Rey e oggi voglio continuare un po’ sulla stessa linea. Avete ancora con voi la scatola dei Kleenex?! 😜
Si cambia anno di nascita, ma rimaniamo in clima natalizio 🎄🎅. Non sappiamo se la data sia reale o un pochino approssimativa, ma comunque sulla carta di identità c’è scritto che il 15 dicembre 2017 nasceva Audrey. Una batuffolina tutta nera, occhi nerissimi e vispissimi, ma con tanta tristezza in fondo. Quando Camilla (la sua mamma) ci fece vedere le foto di quando era piccola, mi vennero subito in mente i cuccioli de La Carica dei 101 quando si rotolano nella fuliggine per sfuggire a Crudelia Demon! E se vogliamo, anche la piccola Audrey è dovuta scappare da una sua Crudelia che vestiva i panni di un destino incerto: lei e i suoi sei fratellini erano stati abbandonati in un campo, chiusi in un sacco 😢.

È vero, sono piccola e devo ancora imparare tantissime cose, ma questo lato cattivo degli esseri umani non lo capisco proprio. Come fate ad abbandonarci, bellini come siamo? E soprattutto, come fate ad abbandonarci chiusi in un sacchetto della spazzatura e buttati o sul ciglio della strada o in mezzo ad un campo, andando incontro, in entrambi i casi, ad una morte quasi certa?! Cosa non vi dice il cervello per riuscire a compiere un atto simile? 😡 Non me ne capacito e quando leggo o penso a queste cose, i miei occhietti vivaci e furbi di Border si intristiscono tantissimo 😔😔!

Per fortuna, un qualcuno a noi sconosciuto, il 1° febbraio 2018 trovò il sacco con dentro questi sette meravigliosi cuccioli. A questo punto si presentava un problema non indifferente: farli adottare.
Strano come strade lontanissime si avvicinino fino ad incrociarsi. Così è stato per Camilla e Audrey. Se Audrey non fosse stata abbandonata (vediamo il lato positivo della tragedia 😉) e se Camilla non avesse dovuto rinunciare ad un Golden e non si fosse messa in cerca di cani in canile, loro non si sarebbero mai conosciute e molto probabilmente non le avrei mai conosciute nemmeno io!! 😀😀

28 aprile 2018: Audrey entra a gamba tesa nella vita di Camilla. L’euforia della novità del cucciolo viene subito scossa quando vengono a galla tutte le sue ansie, paure e fobie. Paura delle persone – soprattutto uomini – che si avvicinavano troppo, addirittura paura di passare accanto a qualcuno anche senza che ci sia nessuna interazione da parte sua, paura dei passeggini, paura delle strade trafficate, paura dei rumori.

Niente panico…! A tutto c’è una soluzione! 😏 Sì… ma quale? 😮

La soluzione la trovò Audrey un pomeriggio che era a casa da sola. Guardava Facebook in modo compulsivo per combattere la noia e gli capitò un post divertente:

Hai quattro zampe e una coda? Allora facciamo al caso tuo!

Paura, stress, noia? Chiama 848!

Iperattività, aggressività, remissività? Chiama 848!

E se invece sei dinamico e hai voglia di imparare cose nuove… ovvio… chiama 848!

Nell’eccitazione più totale, Audrey convinse Camilla a chiamare non pensando che tutto ciò comportasse conoscere persone nuove. Se ne rese conto solo quando Alessio suonò il campanello di casa… Occhi sgranati, sudore freddo, deglutì rumorosamente.

“Chi è? Cos’è? Io non ci sono! Dite che avevo un appuntamento inderogabile! 😰

“Scusa Audrey… ma non sei credibile! Abbiamo chiamato Alessio perché hai paura delle persone e ora gli devo dire che sei dovuta andare via per una appuntamento?”


“Vabbè, dai... fallo sembrare credibile. Digli che… digli che sono andata a buttare la spazzatura. Ecco!”


“A buttare la spazzatura? Te?
😏

“Beh…?! Che c’è di strano? 
😒

“Sì vabbè… 😶

Otto ci racconta sempre che quando Alessio si presentò la prima volta a casa di Camilla, Audrey cercò di diventare invisibile. Si ricordò in quel preciso istante che il mantello dell’invisibilità l’aveva lasciato nel baule ad Hogwarts. Per ovviare a questo terribile inconveniente, si spalmò quindi contro il muro, tentando di mimetizzarsi con la parete. Era piccola e non aveva ancora capito che nero e bianco fanno un bel contrasto!

Per fortuna il grandissimo amore di Alessio e di Erica per noi pelosi e l’infinita pazienza di Camilla, hanno fatto intraprendere ad Audrey un cambiamento incredibile. E ve lo posso dimostrare in un secondo!
Ad un ricevimento dei genitori, i professori dissero a Camilla che Audrey era una bravissima ragazza (e io aggiungo bellissima ed elegantissima! 😊 Una vera Audrey Hepburn a quattro zampe! 😍), concentrata, attenta, volenterosa, rispettosa sia nei confronti degli insegnanti che dei compagni di classe, ma che, purtroppo per colpa del suo passato che la turbava quotidianamente, non avrebbe mai potuto praticare attività cinofile come pet therapy e ricerca persone.
Ebbene volete sapere dove siamo arrivati? 😌 Che fra tutti noi cucciolotti, lei è il nostro pezzo forte del mantrailing. A differenza nostra che siamo sciolti nel bosco con un campanellino per far sapere dove siamo, lei è sempre in contatto con Camilla tramite un guinzaglio lunghissimo. Sta imparando quel lavoro che fanno i cani poliziotto: prima annusa tutti gli odori che ci sono intorno a lei per discriminarli, poi annusa un qualcosa appartenuto al disperso e… via che si lancia con il suo tartufino alla ricerca di quella traccia. Per la gente dispersa anche nelle città lei è di fondamentale aiuto! 😎😎

Ogni volta che penso al suo percorso rimango affascinata e mi verrebbe da abbracciarla, baciarla e riempirla d’amore… anche se poi quando si gioca, lo ammetto, sono un po’ materiale e potrebbe sembrare tutto meno che amore! D'altronde ve l'ho già detto, sono un Suv compatto, piccola e prestante… che ci volete fare!!! 😅😉

Camilla e Audrey

26 marzo 2020

#ANDRATUTTOBENE vol. 2

#ANDRATUTTOBENE
#IORESTOACASA

(Video intervista)


ENTRA SOLO SE CI CREDI - 848

PASTORE MAREMMANO



PASTORE MAREMMANO 



II Pastore Maremmano è un cane rustico e maestoso, impiegato da lungo tempo nell’Italia centrale per la guardia del gregge e della proprietà. Non si conoscono con precisione le sue origini, ma è possibile che discenda dai cani delle popolazioni nomadi magiare. Questo è ipotizzato per la sua somiglianza col Cane dei Pirenei ma soprattutto col Kuvasz, giunto in Turchia nel XIII secolo.
Tuttavia un cane simile si deve essere evoluto nell’Italia centrale secoli prima, dato che viene descritto già dallo scrittore romano Columella nel I secolo d.C. come strenuo difensore del gregge nei confronti dei lupi.
Il colore bianco del suo mantello è stato a lungo apprezzato dai pastori in quanto impediva che, in caso di assalti di lupi nel buio, venisse ucciso al posto del predatore. Ai nostri giorni il Pastore Maremmano viene ancora impiegato dai pastori dell’Appennino per la sorveglianza contro i lupi.
Dopo una lunga controversia per il riconoscimento delle due varietà, quella maremmana e quella abruzzese, l’Enci, nel 1958, ha riconosciuto la razza con il nome di Pastore Maremmano.
Malgrado la sua taglia, il Pastore Maremmano è molto agile e si muove con facilità sui terreni accidentati. Intelligente e coraggioso, ma non aggressivo, è piuttosto distaccato e guardingo con gli estranei; se addestrato in modo appropriato, con fermezza ma senza violenza, non si dimostra mordace, ma diventa un buon cane da guardia e da compagnia.
Non è comunque adatto a vivere in appartamento o in spazi piccoli.
Standard di razza del Pastore Maremmano

  • Taglia: Grande
  • Peso: 30-45kg
  • Altezza: 60-72cm
  • Testa: Cranio ampio, muso piuttosto lungo
  • Occhi: A mandorla, marrone scuro
  • Orecchie: A “V” pendenti piatte ai lati del capo 
  • Corpo: Lungo e ampio, con torace profondo
  • Pelo: Bianco, folto lungo e ruvido, con fitto sottopelo
  • Coda: Lunga, portata quasi al livello del dorso 
  • Carattere: Coraggioso, intelligente, guardingo

25 marzo 2020

COMUNICARE CON IL CUCCIOLO




COMUNICARE CON IL CUCCIOLO


Il cucciolo riesce a recepire il senso di un messaggio leggendo il nostro corpo,  i nostri movimenti ed anche il tono della nostra voce.
Ad esempio se volgiamo che il cane si avvicini dobbiamo assumere una posizione accucciat, sorriso, voce dolce, in questo modo trasmettiamo un messaggio di tranquillità. Pronunciare il suo nome sempre con voce dolce e tranquilla servirà insegnarli a comprendere anche la componente verbale del nostro linguaggio. Per fargli capire che ha interpretato ciò che volevamo da lui possiamo anche ricompensarlo con una carezza o con un bocconcino.
se invece vogliamo comunicare al cane il nostro disappunto per una azione indesiderata il messaggio deve essere dato in piedi conio busto leggermente inclinato, mani sui fianchi, sguardo sul dorso del cane, movimenti lenti e  tono autoritario. Questo è un messaggio di irritazione.
N.B. Il NOME del cane all’inizio deve solo essere usato per  momenti positivi, fondamentalmente per il richiamo, NON SGRIDATELO MAI USANDO IL SUO NOME. E’ meglio usare il NO!!!.

TONO DOLCE - INVUTANTE = RICOMPENSA
TONO NORMALE, SEMPRE PACATO ( seduto-vieni)= richiesta di esecuzione di un ORDINE.

TONO AUTORITARIO IRRITATO (NO!-BASTA)=PUNIZIONE

24 marzo 2020

IL FIGURANTE PER RICERCA PERSONE SECONDO NOI

IL FIGURANTE
Non è come si da il wurstel o come si taglia  o come si da la pallina o come si sta in postura...
Essere figurante nella ricerca dispersi e' molto di più, spesso vediamo preoccuparsi della posizione del mignolo, o della posizione della gamba, rendendo i cani insicuri, schematici, insegnando solo uno schema, quello schema che in situazione di emergenza reale non ritroverà mai...

Un lavoro approssimativo rende cani approssimativi, il nostro amico deve semplicemente  impazzire  per quella persona(figurante) , deve essere la sua fonte di motivazione, la sua fonte  di resistenza durante  le fasi più critiche di ricerca.

Il figurante deve essere ovunque, deve essere in giro, deve essere in campo deve lavorare il cane Sempre, in qualunque momento sia possibile.

Pensare che un cane lo cerchi solo per un wurstel e' veramente triste, il cane lo cercherà per un insieme di cose, in primis perchè glielo chiediamo noi, in secundo luogo perche è  il suo "lavoro" preferito ma sta a noi farglielo diventare preferito.

Un figurante svogliato un figurante(distributore automatico) renderà un cane svogliato , non entusiasta di quello che fa, e non possiamo permetterselo.

Uscire dagli schemi
Spezzettare e ricomporre
Motivare
Innescare 

Guardiamo i nostri cani mentre cercano da li si capisce se siamo riusciti a trasmettere la cosa giusta.

23 marzo 2020

GIOCHI ATTIVAZIONE MENTALE

IL GIOCO DELLA BOTTIGLIA 

I giochi di attivazione mentale permettono di proporre al cane una nuova attività interattiva pensata per migliorare le capacità cognitive, di concentrazione e di problem solving. Qui trovate una guida che li classifica in base al livello di difficoltà
I giochi di attivazione mentale permettono di proporre al cane una nuova attività (gioco) interattiva pensata per migliorare le capacità cognitive, di concentrazione e di problem solving. Attraverso l'utilizzo di questi giochi è infatti possibile insegnare al cane nuovi metodi di interazione con gli oggetti che lo circondano e utilizzando le zampe, il muso o la bocca il cane scoprirà nuovi movimenti che gli permetteranno di trovare la soluzione al "problema" e raggiungere la tanto desiderata ricompensa. L'attività ludica legata ai giochi di attivazione mentale con i cani non può certamente sostituire le molteplici attività all'aperto che un cane deve svolgere ogni giorno ma permette di trovare, nella gestione quotidiana, un nuovo momento di relazione cane/proprietario orientato verso un approccio cognitivo.

GIOCO DELLA BOTTIGLIA


COSA OCCORRE
Ci serviremo di pochissimi prodotti, tutti reperibili in qualsiasi casa:
  • una bottiglia di plastica
  • forbici
  • croccantini (o altri premi)
COSA FARE
Prendete la bottiglia, stappatela e rimuovete l’etichetta di plastica.
Aprite dei buchi nella bottiglia di una grandezza tale da permettere al premio di uscire con facilità, ma che non siano delle voragini.
Una volta aperti i buchi versate dal collo della bottiglia dei premi, tappatela e mettetela a terra.
A COSA SERVE?
E’ in buona sostanza un puzzle per il vostro cane, che inizierà a giocare con la bottiglia, sentirà l’odore dei premi e tenterà di raggiungerli.
Il cane “manipolando” la bottiglia noterà, anche solo per caso, che ruotandola ottiene dei premi.
Questo lo porterà a crescere mentalmente, assimilando il concetto che per ottenere una cosa si possa (e debba) agire in maniera diversa a seconda della situazione.

In uno step successivo si può far passare uno spago dopo aver fatto due fori da una parte all’altra della bottiglia e legarlo alla schiena di due sedie (vedi foto).


L’obiettivo sarà far capovolgere le bottiglie e far uscire il cibo che è dentro. Un sano modo per stimolare l’intelligenza e l’istinto del vostro peloso!

BUON DIVERTIMENTO 

20 marzo 2020

🐾🔍 Slam on air 🔍🐾

🐶 CHI SIAMO - 2° PARTE


In questa settimana, in attesa del nostro appuntamento del venerdì, ho pensato a quanto vi avevo raccontato e mi sono resa conto che forse, per colpa dell’emozione o dell’ingenuità, sono partita raccontando di me. Per correttezza, avrei prima dovuto presentare tutti i miei amici e poi io per ultima. Tant’è, ormai la frittata l’ho fatta… ma tanto son piccola e bellina e sicuramente m’avranno già perdonata!! Poi forse forse me la sono sfangata perché ho raccontato anche di mia sorella, quindi proprio del tutto del tutto egoista non sono stata! 😅

Tornando a noi…

Quando avevo poco più di tre mesi e mezzo, mi ero messa in testa che volevo salvare il Mondo… che dico il Mondo, la Galassia intera! 😎 Lo dissi a Sara e mi consigliò, prima di salvare la Galassia intera, di provare a salvare qualche disperso per i boschi oppure sulle macerie. L’idea di tale ridimensionamento delle mie fantasie non mi convinse molto 😒, ma non dissi nulla perché comunque ero riuscita nell’intento di far mettere in contatto Sara con Erica (la mamma di mia sorella Maisha) che sapevo operare in questo ambito. Si misero d’accordo per un primo incontro e il 17 settembre del 2018 partimmo alla volta di Livorno, verso quel campo che poi sarebbe diventata la mia seconda casa!

Fu così che conobbi un bel ragazzo biondo, con fisico massiccio, occhi scuri e vivaci, portamento fiero: Otto. Era la prima volta che vedevo un Labrador e rimasi affascinata dalla sua coda: non si fermava mai! E piano piano avrei imparato a capire che era lo specchio di Otto: forte, dinamica, un po’ goffa ma molto elegante, che si muove ritmica tanto da poterci battere il tempo.

Quel primo giorno, Alessio (il babbo di Otto) mi fece fare qualche esercizio di prova per testarmi. Poi, per farmi capire quello che avrei dovuto imparare, mise in campo Otto. Rimasi allibita, gli occhi mi brillavano, il cuore mi batteva fortissimo, la gola era secca. Eccolo: questo era un eroe senza mantello! Faceva tutto quello che Alessio gli diceva. “Piede” e gli si metteva al fianco della gamba sinistra e lo guardava dritto negli occhi. “Terra” e si schiacciava giù. “Seduto” e si rialzava. Poi, insieme a Erica, decisero di farmi vedere qualcosa di ancora più bello, che mi sarebbe servito per salvare la Galassia. Erica si nascose in una cassa di legno (e qui scoprii la parola figurante), Alessio mise a Otto la pettorina, gli disse “Cerca!” e lui partì come un fulmine, abbaiando come un matto davanti alla cassa per segnalare che lì c’era qualcuno!

Otto è il fratellone, il babbo, lo zio di tutti noi cuccioli. Quello che racconta di quando era piccolo, delle sue paure, di come si è addestrato, di come certe volte abbia fatto impazzire Alessio perché una cosa proprio non la voleva fare, degli esami che ha dovuto passare per diventare OPERATIVO. È quello che quando siamo in addestramento fa sempre un passo indietro per permetterci di lavorare di più e farci raggiungere i nostri obbiettivi. È quello che se c’è un’emergenza vera viene chiamato e parte sempre con lo stesso entusiasmo del primo giorno. È quello che nell’album di figurine viene quotato tantissimo perché è la carta più rara da trovare! 😊😊


Otto
Prima di lasciarvi voglio però raccontarvi di un altro fratellone, babbo, zio di noi cuccioli. Un’altra carta rara dell’album di figurine, quella che, pur di averla, daresti in cambio l’album completo! 😊😍 Occhi e orecchie a me, zampe incrociate, scatolina di kleenex a portata di mano.

Rey è il fratello acquisito di mia sorella Maisha. Un bastardino targato 2011 e che, ogni volta che lo vedo, mi fa pensare a Shifu, il grande maestro di Kung Fu Panda. Lui è più bello ovviamente, ma ha la solita calma e determinazione, la solita flemma, il solito portamento pacato ma sicuro e risoluto. Se per caso cadesse il mondo lui si sposta un po’ più in là (no, no, no… niente battute facili in stile Carrà! 😏 I know my chicken!).
La sua bontà però nasconde un passato turbolento. Cucciolo, appena nato, è stato abbandonato. Ha lottato con tutte le sue poche forze per procurarsi quel po’ di cibo per andare avanti. Ha lottato contro giornate aride e giorni tempestosi; ha attraverso paesi e continenti; ha attraversato gli oceani salendo su navi mercantili e nascondendosi nelle stive. I giorni passavano e le forze lo stavano sempre più abbandonando. Gli mancavano terribilmente la mamma e tutti i suoi fratellini. Non ricordava nemmeno in quanti erano, ma sicuramente non era figlio unico. Un giorno sbarcò nel porto di Livorno e un passo dopo l’altro arrivò fino a Montemorello.

Sfinito, privo di forze, si lasciò cadere in una scatola di cartone trovata per caso davanti alla Posta del paese e lì si addormentò. Poi…



“Tirate giù le zampe… Le domande dopo per piacere!”

“Ma la sua storia non è così…”

“Maisha, certo che è così! Me l’hai raccontata te!”

“Ma io ti prendevo in giro!!!!
😂

“Vuoi dire che non è vero nulla?
😳 E i kleenex che li ho portati a fare? 😧

“Cancella tutto il prima e riparti dalla scatola davanti alla Posta. Da lì è tutto vero!”

“Sei simpatica… davvero, eh!
😒

...


Rey
Quindi questo Rey, non denutrito, non stremato e non privo di forze, venne comunque messo dentro a questa scatola di cartone lasciata davanti alla Posta. Alessio (il babbo di Maisha) lo trovò e per fortuna lo prese. Era il 9 febbraio 2011. Sapeva di buono il nostro cucciolotto e aveva anche un bel collarino rosso intorno al collo. Era tenuto bene e questo lascia presupporre sia stato una delle tante vittime del 25 dicembre 🎄🎅. Tutti contenti sotto l’albero e poi quando le vacanze passano e la vita ricomincia la gente si rende conto di non potersene occupare. Per fortuna ha trovato Alessio e Erica! 
Pur amato in tutto e per tutto, ha dovuto affrontare altre prove difficili in campo cinofilo. Non era capito da nessuno e l'unica a continuare a credere in lui è stata Erica. Finalmente dopo molti anni ha trovato una famiglia cinofila (848) che lo amasse in modo totalitario e che credesse in lui tanto da farlo diventare OPERATIVO, come Otto! 😀😀😀


I RINFORZI

I RINFORZI 



COSA SONO I RINFORZI E COSA SONO LE PUNIZIONI? COME VANNO INTESI I TERMINI POSITIVO E NEGATIVO ?

Il RINFORZO è tutto ciò che fa si che una risposta (operante), ovvero un certo comportamento, venga ripetuta, si verifichi il più spesso possibile.
La PUNIZIONE è tutto ciò che fa si che una risposta (operante), ovvero un certo comportamento, NON  venga ripetuta, diminuisca e vada ad estinguersi.


ESEMPIO CANINO:
io dico “seduto” al cane. Se lui effettivamente si siede, la risposta sarà quella che volevo: e siccome la volevo, cerco di fare in modo che la ripeta ogni volta che sentirà il suono “seduto”. Per questo motivo gli darò un “rinforzo” (qualcosa che induceva ripetizione del comportamento).
se io dico “seduto”! e il cane mi morde , la risposta non precisamente quella che volevo, Anzi, non voglio proprio che reagisca mai più così!. In questo caso somministrerò al cane una “punizione” (qualcosa che induce l’estinzione del comportamento).
Adesso dobbiamo distinguere tra rinforzo positivo/negativo e punizione positiva/negativa:
POSITIVO va visto solo come “segno+”: ovvero, AGGIUNTA di un qualcosa.
NEGATIVO va visto come “segno -“: ovvero, SOTTRAZIONE di un qualcosa.

17 marzo 2020

IL CLICKER





Il clicker training è una metodologia di “addestramento gentile” che prevede l’impiego esclusivo del “rinforzo positivo” per dire al cane che cosa sta facendo di giusto piuttosto che punirlo per quello che fa di sbagliato. Non richiede alcun tipo di manipolazione fisica. IL clicker è uno strumento notevolmente preciso che va usato in un modo che è possibile definire “fotografico”.
E’ uno strumento molto efficace e preciso che consente di comunicare al cane con tempestività e grande precisione quale comportamento funziona.
COMPORTAMENTO-CLICK-RINFORZO POSITIVO


il clicker è utile ogni volte ce si vuole insegnare al cane un comportamento nuovo, o modificare un comportamento già acquisito. Ma bisogna fare click al momento giusto in modo da catturare il comportamento quando si manifesta: il cane si siede, click, bocconcino. Il clicker funziona molto bene soprattutto con i cani che non sono mai stati addestrati con metodi basati sulla coercizione. Più il cane è libero di proporre comportamenti, più sarà facile ottenere dei risultati. fate click e rinforzate anche per piccoli progressi, imparate a dire SI al vostro cane e smettere di dire e pensare NO. L’uso del clicker è subordinato al fatto che il conduttore cinofilo sia perfettamente a conoscenza del comportamento che intende sottolineare con il “click-clack” il comportamento desiderato nell’istante che questo è compiuto, ancor meglio quando sta per aver termine… diciamo al 90-95% del comportamento dell’azione desiderata.questo strumento è molto comodo da usare .
I vantaggi che derivano dall’uso del clicker sono i  seguenti: 

  • la segnalazione dell’informazione è costante ed inequivocabile;
  • il segnale è corto e preciso;
  • segnala il comportamento nell’istante in cui avviene o quando sta per aver termine;
  • ha una portata di circa 30 metri, quindi possibile lavorare e sottolineare al cane un comportamento corretto a notevole distanza;
Dopo aver chiaro che il clicker si basa su rinforzo positivo ora  è importante memorizzare anche un altro concetto, quello di gratificazione.
la gratificazione è qualcosa di gradito al cane, che gli è data per aver assunto un comportamento desiderato dal conduttore; se fosse immediata la gratificazione, non sarebbe altro che un rinforzo positivo, ma questa non è immediata, bensì data in un secondo tempo. da qui l’uso del clicker che risulta essere un rinforzo positivo secondario; ossia un qualcosa che di per se non ha alcun valore, ma è un richiamo mentale alla gratificazione che verrà in seguito. Infatti, le informazioni che il click del clicker da al cane sono le seguenti:
  • lode…ossia: stai facendo la cosa giusta;
  • fine…ossia: il comportamento che stai attuando sta per avere termine;
  • gratificazione in arrivo…ossia sta per arrivare il tuo premio;
Per far si che il cane assimili che l’udire il “click-clack” equivalga ad una delle tre cose sopraindicate, e quindi consideri il “click”un rinforzo positivo, deve essere condizionato all’uso del clicker con appositi periodi di tempo durante i quali ci si preoccuperà di far associare al “click” un qualcosa che il cane gradisce, facendo si che ogni volta che si manda il segnale il cane abbia la sua gratificazione subito a seguire.
Quando il cane avrà associato che a quel segnale corrispondono quelle tre informazioni si potrà iniziare l’esecuzione degli esercizi.

Ricerca Persone II parte






Il cane da ricerca persone NON E’ UN EROE , e’ un cane preparato, allenato, addestrato a svolgere un compito.

Il cane come dicevamo nella prima arte, ha una macchina potentissima IL NASO, quel piccolo tartufino che fa parte di un organo complesso che prende il nome di OLFATTO  

L’OLFATTO…
E' il senso sul quale il cane fa più affidamento. Tutti sappiamo che l'olfatto del cane è infinitamente più potente di quello umano, e in alcuni casi perfino migliore di quello delle più sofisticate apparecchiature scientifiche. 
Ecco un po' di dati:

UOMO
CANE
RECETTORI OLFATTIVI
5-10 milioni
220 milioni
MUCOSA OLFATTIVA
4-8cm quadrati
>150cm quadrati
CELLULE CEREBRALI
OLFATTIVE
il cane ha nel cervello un numero di cellule nervose olfattive 40 volte superiore all'uomo
MEMORIA OLFATTIVA
Ricordiamo la sensazione di un odore, associandovi immagini visive e ricordi personali
Ricorda talmente bene un odore che è in grado di discriminarlo in mezzo ad odori simili anche dopo 3 anni



Con questo super strumento e altri sensi che ancora non siamo a conoscenza il cane svolge il suo lavoro, ovviamente in un  modo che per noi non sarebbe possibile,.,

Paradossalmente, l’organo dell’olfatto, ovvero il  naso, è  l’ ultimo strumento che  il cane mette in campo durante il lavoro, basti pensare  che per la legge del minimo sforzo,  prima guarda, poi ascolta.. e se non percepisce niente accende il naso..

Il nostro compito e’ insegnare al cane a cercare molecole umane e seguirle fino a trovare la fonte identificata in fase addestrati nel ruolo molto importante del Figurante, il quale simula il disperso, ovvero la persona da cercare. 
Il cane sara’ motivato trovare il FIGURANTE perché il figurante è la cosa più gratificante che conosce, con lui gioca, con lui, mangia, con lui si diverte…
Questa motivazione nel cane deve rimanere costante e continua per tutta la sua vita “lavorativa”.
Nella fase di ricerca si forma un binomio, il conduttore e il cane, i quali  sono a tutti gli effetti un team, sono la fusione, la complicità che si crea negli anni con esperienza, con tanto allenamento e spesso con tanti sacrifici in campo!

Il cane con l’andare del tempo sentirà forte questa unione con il  suo conduttore, continuerà a lavorare, a cercare,  ed ogni giorno farà questo suo lavoro al meglio solo per compiacere il suo conduttore e farlo lo rende felice.

L’EROSIMO NON STA NEL FATTO CHE IL CANE CERCA UNA PERSONA MAGARI IN DIFFICOLTA’, MA NEL FATTO CHE LO FA PER NOI E SI CREA QUELLA SENSAZIONE CHE VA OLTRE OGNI PAROLA, OLTRE OGNI IMMAGINE, OLTRE OGNI SENTIMENTO, SI CHIAMA FIDUCIA….


…Non ho modo di definire quello che si prova lavorando in ricerca con il proprio cane… riesco solo dire che ogni volta incrocio lo sguardo del mio cane, intravedo la sua coda scodinzolante e lo vedo felice ed io lo sono insieme a lui… (Erica-Rey U.C.)

STRISCIARE A TERRA

  Strisciare a terra È divertente guardare il proprio cane strisciare sul pavimento: piegarsi, toccare il pavimento con la pancia e iniziar...