848

20 marzo 2020

🐾🔍 Slam on air 🔍🐾

🐶 CHI SIAMO - 2° PARTE


In questa settimana, in attesa del nostro appuntamento del venerdì, ho pensato a quanto vi avevo raccontato e mi sono resa conto che forse, per colpa dell’emozione o dell’ingenuità, sono partita raccontando di me. Per correttezza, avrei prima dovuto presentare tutti i miei amici e poi io per ultima. Tant’è, ormai la frittata l’ho fatta… ma tanto son piccola e bellina e sicuramente m’avranno già perdonata!! Poi forse forse me la sono sfangata perché ho raccontato anche di mia sorella, quindi proprio del tutto del tutto egoista non sono stata! 😅

Tornando a noi…

Quando avevo poco più di tre mesi e mezzo, mi ero messa in testa che volevo salvare il Mondo… che dico il Mondo, la Galassia intera! 😎 Lo dissi a Sara e mi consigliò, prima di salvare la Galassia intera, di provare a salvare qualche disperso per i boschi oppure sulle macerie. L’idea di tale ridimensionamento delle mie fantasie non mi convinse molto 😒, ma non dissi nulla perché comunque ero riuscita nell’intento di far mettere in contatto Sara con Erica (la mamma di mia sorella Maisha) che sapevo operare in questo ambito. Si misero d’accordo per un primo incontro e il 17 settembre del 2018 partimmo alla volta di Livorno, verso quel campo che poi sarebbe diventata la mia seconda casa!

Fu così che conobbi un bel ragazzo biondo, con fisico massiccio, occhi scuri e vivaci, portamento fiero: Otto. Era la prima volta che vedevo un Labrador e rimasi affascinata dalla sua coda: non si fermava mai! E piano piano avrei imparato a capire che era lo specchio di Otto: forte, dinamica, un po’ goffa ma molto elegante, che si muove ritmica tanto da poterci battere il tempo.

Quel primo giorno, Alessio (il babbo di Otto) mi fece fare qualche esercizio di prova per testarmi. Poi, per farmi capire quello che avrei dovuto imparare, mise in campo Otto. Rimasi allibita, gli occhi mi brillavano, il cuore mi batteva fortissimo, la gola era secca. Eccolo: questo era un eroe senza mantello! Faceva tutto quello che Alessio gli diceva. “Piede” e gli si metteva al fianco della gamba sinistra e lo guardava dritto negli occhi. “Terra” e si schiacciava giù. “Seduto” e si rialzava. Poi, insieme a Erica, decisero di farmi vedere qualcosa di ancora più bello, che mi sarebbe servito per salvare la Galassia. Erica si nascose in una cassa di legno (e qui scoprii la parola figurante), Alessio mise a Otto la pettorina, gli disse “Cerca!” e lui partì come un fulmine, abbaiando come un matto davanti alla cassa per segnalare che lì c’era qualcuno!

Otto è il fratellone, il babbo, lo zio di tutti noi cuccioli. Quello che racconta di quando era piccolo, delle sue paure, di come si è addestrato, di come certe volte abbia fatto impazzire Alessio perché una cosa proprio non la voleva fare, degli esami che ha dovuto passare per diventare OPERATIVO. È quello che quando siamo in addestramento fa sempre un passo indietro per permetterci di lavorare di più e farci raggiungere i nostri obbiettivi. È quello che se c’è un’emergenza vera viene chiamato e parte sempre con lo stesso entusiasmo del primo giorno. È quello che nell’album di figurine viene quotato tantissimo perché è la carta più rara da trovare! 😊😊


Otto
Prima di lasciarvi voglio però raccontarvi di un altro fratellone, babbo, zio di noi cuccioli. Un’altra carta rara dell’album di figurine, quella che, pur di averla, daresti in cambio l’album completo! 😊😍 Occhi e orecchie a me, zampe incrociate, scatolina di kleenex a portata di mano.

Rey è il fratello acquisito di mia sorella Maisha. Un bastardino targato 2011 e che, ogni volta che lo vedo, mi fa pensare a Shifu, il grande maestro di Kung Fu Panda. Lui è più bello ovviamente, ma ha la solita calma e determinazione, la solita flemma, il solito portamento pacato ma sicuro e risoluto. Se per caso cadesse il mondo lui si sposta un po’ più in là (no, no, no… niente battute facili in stile Carrà! 😏 I know my chicken!).
La sua bontà però nasconde un passato turbolento. Cucciolo, appena nato, è stato abbandonato. Ha lottato con tutte le sue poche forze per procurarsi quel po’ di cibo per andare avanti. Ha lottato contro giornate aride e giorni tempestosi; ha attraverso paesi e continenti; ha attraversato gli oceani salendo su navi mercantili e nascondendosi nelle stive. I giorni passavano e le forze lo stavano sempre più abbandonando. Gli mancavano terribilmente la mamma e tutti i suoi fratellini. Non ricordava nemmeno in quanti erano, ma sicuramente non era figlio unico. Un giorno sbarcò nel porto di Livorno e un passo dopo l’altro arrivò fino a Montemorello.

Sfinito, privo di forze, si lasciò cadere in una scatola di cartone trovata per caso davanti alla Posta del paese e lì si addormentò. Poi…



“Tirate giù le zampe… Le domande dopo per piacere!”

“Ma la sua storia non è così…”

“Maisha, certo che è così! Me l’hai raccontata te!”

“Ma io ti prendevo in giro!!!!
😂

“Vuoi dire che non è vero nulla?
😳 E i kleenex che li ho portati a fare? 😧

“Cancella tutto il prima e riparti dalla scatola davanti alla Posta. Da lì è tutto vero!”

“Sei simpatica… davvero, eh!
😒

...


Rey
Quindi questo Rey, non denutrito, non stremato e non privo di forze, venne comunque messo dentro a questa scatola di cartone lasciata davanti alla Posta. Alessio (il babbo di Maisha) lo trovò e per fortuna lo prese. Era il 9 febbraio 2011. Sapeva di buono il nostro cucciolotto e aveva anche un bel collarino rosso intorno al collo. Era tenuto bene e questo lascia presupporre sia stato una delle tante vittime del 25 dicembre 🎄🎅. Tutti contenti sotto l’albero e poi quando le vacanze passano e la vita ricomincia la gente si rende conto di non potersene occupare. Per fortuna ha trovato Alessio e Erica! 
Pur amato in tutto e per tutto, ha dovuto affrontare altre prove difficili in campo cinofilo. Non era capito da nessuno e l'unica a continuare a credere in lui è stata Erica. Finalmente dopo molti anni ha trovato una famiglia cinofila (848) che lo amasse in modo totalitario e che credesse in lui tanto da farlo diventare OPERATIVO, come Otto! 😀😀😀


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