848

28 aprile 2020

DA SOCCORRITORE A SOCCORSO









Spesso nell’attivita’ di ricerca persone, viene sottovalutato l’aspetto benessere e sicurezza del cane e dell’operatore, mettere in sicurezza questi due aspetti e’ fondamentale ,soffermarsi su questi dettagli vuol dire riuscire a slavarci.

Sia in reale che in attivita’ sportiva, saper reagire per un infortunio del nostro cane o capire quando fermarci e come intervenire puo’ fare la differenza.

Quali posso essere i punti fondamentali per superare e intervenire in un emergenza.

  1. Essere equipaggiati di dispositivi sanitari idonei per ogni emergenza sia veterinaria che umana.
  2. Saper usare i dispositivi assegnati;
  3. Essere consapevoli dei propri limiti fisci e quelli del cane;
  4. Sottoporsi sempre in maniera scadenzata  a visite mediche inerenti a sforzi fisici per entrambi; 
  5. Avere a fianco un operatore di supporto competente nel soccorso quanto te.


Abbiamo mai pensato ad esempio se il nostro cane possa fratturarsi un arto durante una bonifica, se abbiamo sia i materiali che le competenze per prelevarlo? Come fermare un emorragia, come bloccare un arto, e appunto come si trasporta al campo base un cane steccobendato?.

Riflettere su questo prima che su altri punti, la sicurezza NOSTRA VA PRIMA DELLA SICUREZZA DEL DISPERSO.

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EDIZIONE SPECIALE 
COMPLEANNO BEATRICE

😀🎉


24 aprile 2020

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🐶 CHI SIAMO - 7° PARTE

Giorno numero 44 della quarantena.

All’inizio avevano calcolato la quarantena su quindici giorni e non ne capivo il senso dato che 40 non è uguale a 15. Ora che abbiamo passato il quarantesimo giorno e avevo già organizzato festoni e fuochi d’artificio in strada 🎉, scopro che bisogna arrivare addirittura al cinquantaquattresimo per poter uscire e continuo a non capirne il senso dato che 40 non è uguale a 54 😧.
Non sarà nemmeno un bomba libera tutti! Eh no! Ho letto che sarà un’apertura graduale, pianino pianino, senza spingersi, contingentati, ad un metro e mezzo… ah no, forse un metro e ottanta… ah no, forse meglio due metri di distanza… ma perché non ve ne state a casa così vi tenete il vostro distanziamento sociale?!! 😠 No no no… Scusate… sbalzi d’umore! 😔 Ma tranquilli, continuo a prenderla con estrema filosofia, ma mi è inevitabile alternare momenti alla Rambo a momenti alla Thelma&Louise (ovviamente considerando con estrema plateale tragicità il finale del film 😌)! La mia fortuna è stata che questa settimana la macchina della Protezione Civile ha cambiato cd e il sempiterno “dovete stare a casa, i trasgressori saranno puniti” è stato accompagnato da Penso positivo di Jovanotti. Oltre ad un salto di qualità nell’ottimismo, hanno pure fatto un salto avanti nel tempo: da un Caruso del 1986 ad un Penso Positivo del 1994. E questo mi fa pensare positivo (!) perché di 8 in 8, in sole altre tre settimane potremmo ascoltarci un No Hero di Elisa del 2016! 


🐶🎤 
I can't jump over buildings
I'm no hero
But love can do miracles
😀

Una volta a settimana per sei settimane vi ho raccontato di Maisha, Otto, Rey, Audrey, Bonnie, Ziva e Baloo e tutti noi siamo il punto di riferimento a quattro zampe del nucleo cinofilo dell’Anfi Toscana, un’associazione che fa Protezione Civile occupandosi di ricerca dispersi in superficie. Ma prima di essere ANFI noi siamo nati come 848 dove ho conosciuto altre due splendide ragazze! 😀

Uno di quei famosi lunedì mattina, che inizialmente avevo spacciato come sessioni di allenamento in solitaria, lentamente hanno visto spuntare un po’ di persone. Prima di tutto conobbi Zio Fabio (ma ve l’ho già raccontato!). Poi nei mesi successivi, un qualche lunedì indefinito di un mese altrettanto indefinito arrivai al campo e vidi che c’era già una macchina. Da dentro mi salutò una ragazza in boxerese, mentre un’altra mi salutò in australiano dal campo mentre faceva addestramento. Era Raja ed era bellissima! Aveva un pelo che da oltre il cancello percepivo come morbidissimo. Era di un colore buffo che non avevo mai visto, ma che mi piaceva tantissimo! Appena potei avvicinarla le dissi “Ganza la tua pelliccia bianca e arancione! Mi piace proprio!” e accompagnai questa mia confessione con un sorriso irresistibilmente smagliante 😁! Lei mi guardò. Constatò che dovevo avere sì e no 7 o 8 mesi e capì che quell’affermazione era dovuta alla mia ancora oggettiva ignoranza in materia. “Non sono arancione. Sono Red Merle!”. Red Merle ripetevo meccanicamente dentro la mia testa. “Red Merle… Figo!” e me ne andai scodinzolante pensando che avrei dovuto chiamare mia sorella per dirle se un giorno potevamo provare anche noi quella tinta per darci un tocco di colore al pelo 😅. 
Dopo quel primo lunedì ne abbiamo passati non so quanti insieme. Ci siamo divertite veramente tantissimo. E poi imparavo un sacco di cose guardandola, perché lei era veramente molto più brava di me!!! Ci si incontrava o lì al campo o in Palazzina dove Alessio ci faceva fare qualche prova di ricerca. La mia e la sua mamma (Viola) si nascondevano a vicenda. Per fortuna che Raja era bravissima e ritrovava sempre Sara… vi immaginate sennò disastro: io da sola in macchina bloccata a Livorno senza prospettiva di cibo 😱! Sarebbe stato terribile 😰! Purtroppo con il passare dei mesi ci siamo un po’ perse, ma nei prossimi capitoli la troverete ancora perché comunque insieme ne abbiamo combinate un po’!!

Primavera 2019. 
Penny
Non so per quale motivo ma una volta si andò al campo di venerdì. Mentre facevo i miei esercizi di obbedienza arriva una macchina. Giuro che ho cercato con tutte le mie forze di stare concentratissima, ma… un alito di vento mi sfiora le narici: odore interessante; mi si gira involontariamente un orecchio in direzione della macchina: capto il fruscio di uno scodinzolio; l’occhio mi scappa e la testa si gira: vedo un batuffolo bianco e nero. Penny! Ha delle orecchie da fine del mondo che fanno da contorno ad un musino meraviglioso 😊. Mi ricorda in modo impressionante il primo cane di Sara e il modo in cui infatti lei la sta guardando ne è la prova tangibile. Ci sono stati periodi che non ci vedevamo mai, soprattutto d’inverno perché lei se ne andava con il suo babbo (Enrico) a fare una cosa ganzissima: tutte le volte che lo raccontava rimanevamo a bocca aperta. Praticamente il suo babbo è soccorritore sulle piste da sci e quindi andava con lui in montagna. Noi ce la immaginavamo già a fiutare 🐶🎿 l’alpinista o sciatore di turno finito sotto una valanga, ma ci ha detto che era ancora presto per lei, che la strada per arrivare lì era lunghissima e che non sapeva se poi alla fine se la sentisse veramente!
Purtroppo, così come con Raja, anche con Penny le nostre strade si sono incrociate ad intermittenza, ma so per certo che nei prossimi capitoli la ritroveremo, magari accompagnata da una sorellina 😀😊… chi lo sa?! 🙊🙊


Viola e Raja


21 aprile 2020

SEGNALAZIONE E RISCHI

LA SEGNALAZIONE

Una volta che il cane ha localizzato il punto in cui è percepibile l'odore del disperso, resto in attesa del conduttore e, tramite la baio, inizia la fase la segnalazione importante per indirizzare allo step successivo di verifica incrociata della presenza o meno del disperso in quel preciso punto.
Proprio per questo motivo, dopo la segnalazione da parte di un primo cane, si invia nello stesso punto, una seconda unità e si studia il comportamento del nuovo cane così da confrontarlo con quello che ha dato il via alla segnalazione.


I RISCHI

I cani che effettua una ricerca su macerie, rispetto a quelli che fanno ricerca in superficie, non sono esenti da rischi e nei casi più infausti possono finire loro stessi vittime di incidenti per caduta di me sei dall'alto o implosione delle stesse al passaggio. Gli animali, essendo impiegato grande crolli di strutture realizzate con materiali e collassando danno origine a detriti acuminato taglienti (cemento, acciaio, vetro…), possono subire tagli dei cuscinetti.
Ovviare al problema tramite l'uso di appositi scarpette andrebbe a vantaggio della stabilità del cane stesso causando un danno maggiore. Non sono essi subiscono sollecitazione articolari molto forti molte occasioni: per esempio quando per arrivare sul campo scendono da un elicottero quando lavorano per lunghe distanze terreni impervi e scoscesi o ancora quando saltano tra le macerie.


17 aprile 2020

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🐶 CHI SIAMO - 6° PARTE

Giorno numero 37 della quarantena.

Con l’unghia ogni giorno aggiungo una tacca e alla fine della settimana ci tiro un frego sopra come ammonimento “altri sette giorni son passati”.
Il mio ottimismo ha sbalzi ascensionali da capogiro. Un giorno petto in fuori, vento che mi spettina le orecchie, Ray-Ban AllaTomCruiseInTopGun guido il popolo al grido di andrà tutto bene. Un giorno invece mi liquefaccio sul divano ConLaLacrimaFacileAllaFriends e mi spengo in un lamentoso andrà tutto male. E mentre sono lì che cerco nel profondo qualche piccola risorsa energetica, passa la macchina della Protezione Civile che ti ricorda di stare in casa con Caruso come sottofondo… Hanno un tempismo roba da chiodi! 😒

Dire Protezione Civile mi porta automaticamente a noi e all’ultimo (assolutamente non per importanza, ma perché è capitato così nel raccontarvi le nostre storie) fratellone della squadra: Baloo!  😀 Potessi ribattezzarlo lo chiamerei Zelig perché è davvero un simpatico umorista. Andrea – il suo babbo – sicuramente non la pensa così, ma a noi ci fa divertire un sacco!!

Ma andiamo con ordine!

Baloo è nato a giugno del 2018 (e con lui siamo a quattro del solito anno!) e i primi di agosto Andrea andò a prenderlo. Si era lasciato intenerire dalle foto e dai video in cui lui, tranquillo in un angolo, se la dormiva placidamente pancia all’aria. In altri invece si metteva in mostra contendendo un pezzo di corda: lui solo contro un paio di fratelli che non riuscivano a contrastare la sua potenza fisica. Ecco quindi che la legge della Giungla mette le cose in chiaro e il nostro piccolo cucciolo viene battezzato Baloo per le somma di queste due caratteristiche: calma e forza. Crescendo però gli avvenimenti lo hanno portato a discostarsi un po’ dal suo omonimo personaggio Disneyano che era stato eletto come membro saggio del branco atto ad insegnare ai cuccioli le leggi della giungla. Il nostro Baloo impersonerà invece uno di quei lupetti furbamente dispettosi al suono di… EEEEE PRONTI… TUTTI CON ME… UUUN DUE… 🎶🎤


E a lui è bastato davvero poco! È un ragazzo semplice: si diverte con quello che trova, senza obbligare il suo babbo a comprargli giochi da cani all’Arcaplanet. Il divano per esempio: è già in casa, è grande e quindi lo occupa per un arco temporale maggiore di un qualsiasi pupazzo, ha varie componenti quindi stimola anche la sua capacità di discriminarli, fa folclore perché alla fine sembra tutto un coriandolo. Quando fece questo lavoretto, poi per un paio di settimane venne messo in punizione e avevamo modo di sentirlo solo per whatsapp. Abbiamo passato giorni a cercare di capire il motivo di quella punizione, ma non ci siamo riusciti, soprattutto dopo che ci aveva fatto vedere le foto del suo operato, cioè voi non potete capire: aveva fatto un lavoro di alta sartoria! Siamo rimasti basiti. Avevamo anche indetto uno sciopero della fame e avevamo deciso di legarci al cancello del campo 848, ma per fortuna Baloo venne liberato! Sono stata contentissima per lui, ma anche per me… legata ad un cancello sì, ma senza cibo no!

Il nostro intrepido lupacchiotto però è riuscito a dare il meglio di se’ in macchina! Tralasciando un numero imprecisato di gabbie che ha semplicemente distrutto – ma questa è una cosa che possono riuscire a fare in tanti! – scommetto sui miei manicotti (e vi ricordo che sono più importanti della mia stessa vita!) che nessuno di voi è mai riuscito a trasformare… UNA MACCHINA! Eh! Vi ho fregato 😌😎!!! Ebbene sì, il nostro fratellone è fra i più quotati art designer che la storia ricordi! Era una serata tranquilla di addestramento al campo. Come sempre lavoriamo a turno o in gruppo, ma comunque qualche permanenza nelle nostre gabbie sono d’obbligo. Quella sera eravamo ormai tutti in macchina già da una ventina di minuti e si guardava Baloo all’opera in grande spolvero! Sentiamo Andrea che comincia a salutare tutti i nostri genitori e noi siamo in trepidante attesa della scena successiva. Arrivato in macchina rimane senza parole, non dalla felicità, ma dalla desolazione. Gli si legge negli occhi che solo l’amore immenso che prova per quel bimbone lo trattenne da un istinto omicida in piena regola. Tornò dagli altri e al limite dello svenimento disse: “Ragazzi, ho un problema… Baloo ha mangiato il cambio!😳”. Silenzio, qualche accenno di risata nella speranza che fosse uno scherzo, ma con la certezza che non lo era conoscendo il soggetto. Noi eravamo sdraiati dalle risate! Baloo troneggiava in macchina con la lingua di fuori e la coda che batteva a ritmo rock ‘n ‘roll contro il finestrino fiero del suo lavoro. Stava aspettando il premio! 😂

Altri quindici giorni di punizione e sulla nostra chat continuava a dirci tutte le sue idee per continuare il giusto restyling della sua macchina per darle un tocco personale e uscire dall’omologazione! Pensò che essersi mangiato il cambio fosse stato un buon inizio per poi puntare al meglio: mangiarsi un poggiatesta e uno dei sedili!!! Sbalorditivo! Altri quindici giorni di punizione! Ormai era un classico!

Meno male siamo ancora piccoli… chissà quante altre cose potrò raccontarvi di lui e delle sue impossibili bravate 😂! Tanto male che vada gli toccano quindici giorni di punizione quindi cosa gli vieta di continuare a fare tutto quello che vuole?!

E ora… andiamo gente… tutti con me!!!! 🎶🎤

Ti bastan poche briciole, lo stretto indispensabile
E i tuoi malanni puoi dimenticar
In fondo, basta il minimo, sapessi quanto è facile
Trovar quel po' che occorre per campar


Baloo e Andrea

15 aprile 2020

IL PASTORE BELGA







PASTORE BELEGA E LE SUE VARIETA'
ORIGINI
Tutte e quattro varietà vennero selezionati verso la fine dell'ottocento da un gruppo di Cinofili capeggiava il professor raoul, della scuola Veterinaria di Cureghen, che tentavano di ordinare un panorama piuttosto confuso. Il primo standard viene pubblicato nel 1894 e su questo si basò tutto l'allevamento successivo.
ASPETTO E CARATTERISTICHE
Il pastore belga un cane medio-lineo, armonicamente proporzionato, rustico. È più piccolo, più leggero e A.C.I. del pastore tedesco. A testa ben padellata, lunga senza esagerazione, asciutta. Cranio di larghezza media in proporzione a lunghezza della testa, fronte piuttosto piatta, stop moderato, muso bella dell'atto. La canna nasale dritta. Gli occhi sono di media grandezza, di colore scuro. Le orecchie triangolari, rigide e dritte, attaccate alte. Il collo è muscoloso, senza tracce di Joe Gaia. Il corpo possente ma non pesante. La linea superiore è dritta. La coda di lunghezza media, viene portata pendente quando il cane è il riposo, sollevata quando è in azione.
Pelo e colore: grazie arrivata in quattro diverse varietà di pelo ossia: pelo nero (Groenedael); pelo lungo fulvo con carbonature grigie ( Tervueren); pelo corto fulvo  e carbonato con maschera nera (Malinois); pelo duro fulvo con tracce di carbonature (Lakenois).
I diversi mantelli danno l'impressione di quattro ragazze completamente differenti, mentre il cane sempre identico in ogni particolare. In questo caso è sicuramente vero che… L'abito fa il monaco! 
Taglia: chi 62 cm; femmina e 58 cm (con tolleranza di 2 cm in meno e di 4 cm in più).
ATTITUDINI:
Cane nevrile, attivissimo, facilmente addestrabili, dall'intelligenza pronta. Estremamente versatile e adatto a ogni tipo di lavoro, è molto utilizzato come cane da guardia e difesa. In tempi recenti (specie il Malinois)  È stato scoperto come splendido cane da Agility: in questo campo oggi è l'unica a potersi imbattere alla pari quasi con il Border Collie. Nel suo paese d'origine è molto impiegato come cani di pulizia. In famiglia e allegro e giocherellone anche con i bambini. Dal punto di vista caratteriale ci sono le Gere differenze tra le varietà: Il Malinois è il più docile, il Tervueren e il Groenendael sono più nervosi. Però sono questi ultimi i più diffusi, grazie al appariscenza del mantello.
sempre per questo motivo il Lakenois  praticamente scomparso dal panorama cinofilo, perché indubbiamente il meno attraente dal punto di vista estetico.
SALUTE
È un cane rustico e robusto che non pone particolari problemi di salute.
DOVE TENERLO
Può stare sia in casa sia in giardino, senza problemi.
Alcuni soggetti possono essere un po' nervosa e dare qualche problema nel lavoro di difesa per eccessiva diffidenza, ma un buon addestratore riesce sempre a ottenere il massimo da un pastore belga purché di provata genealogia.

MEMORIA DI RAZZA









Uno degli elementi che hanno accompagnato l’avanzamento della specie umana, accanto all’utilizzo del cavallo, è la selezione di diverse razze di cani suddivise in base al lavoro da esse svolto, a volte in appoggio e altre in sostituzione all’uomo. La selezione e la suddivisione in razze è un fenomeno tutt’altro che naturale, ed è stato portato avanti a livello artificiale in base alla necessità di un aiuto nello svolgimento di attività come la caccia, la guardia o la conduzione di bestiame.Tramite la selezione di individui in cui una determinata abilità o un particolare carattere fisico erano più evidenti e significativi, si sono isolate razze con abilità ben distinte, caratteri morfologici caratteristici e con un propensione a certi tipi di lavoro. Quello che la selezione da parte dell’uomo ha creato in questo modo nel cane si identifica con il termine memoria di razza, e si va a collocare a metà strada tra la memoria di specie e i caratteri individuali di ogni singolo esemplare.Proviamo a fare chiarezza quindi tra questi tre concetti: individuo e apprendimento, memoria di specie, memoria di razza.Ogni esemplare di una specie ha una propria individualità, un proprio carattere che deriva dalla somma delle caratteristiche genetiche e dell’apprendimento successivo alle esperienze vissute.
Di conseguenza si può facilmente intuire che ogni individuo presenti caratteristiche personali e uniche rispetto ai componenti della sua specie. Questa individualità è conseguenza diretta dell’apprendimento, cioè il modo in cui ogni esemplare impara ad adattarsi per inserirsi al meglio in un determinato ambiente e far fronte a esigenze particolari, spesso non solite o non collegate a bisogni primari.Questo tipo di adattamento avviene nel corso della vita dell’individuo e ne modifica il carattere. Un altro tipo di modificazione è invece quello che si riscontra prendendo in esame la selezione naturale di una specie.In questo caso un determinato carattere viene modificato per adattare l’intera specie a una situazione ambientale in cui sono in ballo bisogni primari, come il cibo o la necessità di accoppiarsi. Una modificazione di questo tipo necessita di tempi estremamente lunghi, e di generazione in generazione la specie si adatterà variando lentamente e stabilmente un certo comportamento o un carattere fisico, che si presenterà da quel momento identico in ogni esemplare. Per fare un esempio si può pensare ai rituali di accoppiamento, sostanzialmente identici per ogni individuo di una stessa specie. I comportamenti che derivano dalla selezione naturale sono estremamente immediati e rispondono a un bisogno preciso, per soddisfare il quale non servono né ragionamento né apprendimento.
A metà tra l’apprendimento di un singolo individuo e i comportamenti innati, in alcune specie tra cui il cane è l’esempio più lampante, si inserisce l’attività svolta dall’uomo tramite la selezione di razza, che porta come conseguenza la memoria di razza. Questa “memoria” è l’insieme di quelle che si potrebbero definire grossolanamente delle preferenze del cane, o in modo più raffinato, abilità e doti particolari di una razza rispetto a un’altra. Queste caratteristiche ci permettono, insieme alla memoria di specie, di ipotizzare quale sarà a grandi linee il comportamento di un determinato cane in una determinata situazione, sempre tenendo conto di quelle che possono essere state le esperienze personali e il carattere individuale.
A livello pratico potremo quindi usare la memoria di razza e la memoria di specie per ipotizzare che determinati cani, in quanto cani saranno predisposti alla caccia, ma in quanto ad esempio Segugi saranno predisposti a “quel particolare tipo di caccia”. Prendiamo alcune razze come esempio…

Trovandoci davanti a un Pastore Tedesco selezionato per attività di utilità e difesa potremo prevedere che in quanto cane potrà presentare un istinto di difesa del proprietario, ma che la selezione di razza effettuata su caratteri come possessività, combattività, tempra e temperamento, lo porteranno ad agire in maniera attiva a una minaccia.
Osservando un Pastore Maremmano dovremo invece aspettarci, oltre a un istintiva tendenza della specie a legarsi al proprio territorio e difenderlo, una capacità di riconoscere il territorio in cui si trova un gregge, anche in movimento, delimitarne idealmente i confini e tenere gli intrusi a debita distanza.



La memoria di razza diventa quindi contemporaneamente strumento e fine. Per un proprietario è uno strumento per prevedere comportamenti del cane, per scegliere la razza migliore in base alle proprie esigenze, per capire le motivazioni di un determinato comportamento.
Per un allevatore deve essere invece un fine da raggiungere
selezionando individui che rispecchino il più possibile lo standard di razza, per ottenere cucciolate che rispondano alle esigenze di proprietari che cercano un determinato tipo di cane. Tuttavia bisogna ricordarsi che memoria di specie, memoria di razza e personalità del cane non agiscono in modo distinto e separato, ma vanno a intrecciarsi e sommarsi creando quella che è l’individualità di ogni esemplare.

Un trauma vissuto da cucciolo potrebbe portare un cane con un’ottima genetica e un’ottima selezione di razza alle spalle, a non rispondere come ci si aspetterebbe. O al contrario un ottimo addestramento potrebbe andare a colmare lacune portate da una scorretta selezione.
In questo caso, se il cane in questione facesse sport e prendesse i brevetti che attestano che ha svolto nel modo più idoneo le prove di lavoro a cui è stato sottoposto, non sarebbe comunque corretto farlo riprodurre, poiché i risultati ottenuti sarebbero frutto dell’apprendimento del singolo individuo, e non troverebbero un riscontro genetico tramandabile a generazioni future.
Concludendo, la memoria di razza può essere un aiuto nella scelta del cane da parte del proprietario, per l’addestratore che si trova davanti un cane sconosciuto, o in generale per identificare a grandi linee il possibile comportamento di un cane in base alla razza. Potrà e dovrà essere poi un obiettivo a cui l’allevatore dovrà puntare. Ma sarà d’obbligo ricordarci che una delle principali caratteristiche comuni a tutti i cani, ovvero la capacità di apprendimento e cooperazione con l’uomo, sarà quello che grazie a una corretta e salda relazione del binomio permetterà di raggiungere, nel rispetto della razza, gli obiettivi che prefissi con il nostro cane.

10 aprile 2020

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🐶 CHI SIAMO - 5° PARTE


Giorno numero 30 della quarantena.

Le giornate sono lunghe. Per gran parte del giorno controllo il vicinato dal mio quartier generale. A chi passa davanti alla mia rete abbaio che devono stare a casa sciorinando sempre la solita cantilena che va dal rispettare chi lotta in prima linea per noi, passando per un egoistico ma vitale pensiero ovvero che non ho più voglia di essere confinata nei miei pochi metri quadrati di giardino, quindi più si sta in casa ora e prima ce ne potremo tornare fra i boschi 😣. Ogni volta, come un disco rotto, mi tornano in mente le parole in romanesco del corto di Zerocalcare Penso a tutti quelli che c’hanno avuto i morti, chi sta ancora in terapia intensiva, nell’imparagonabbbile piccolo nostro pure noi ci siamo abbastanza rotti il cazzo di stare così. Mi strappa sempre un sorriso e mi riporta un po’ di buon umore, proprio quello che ci serve per parlare ancora di noi. Ho fatto la mia solita estrazione del fortunato di oggi e… buona lettura…!

Quando ero ancora piccolissima andavo ad addestrarmi a Livorno il lunedì mattina. Di solito ero sola, ma un giorno arrivai e ci trovai quello che Alessio chiamava l’omino del campo. Per me tutto era nuovo e tutto era bello e trovai simpatico questo omino che dal nulla costruiva il tutto. Dopo uno dei suoi tanti lavori, fece un cambio rapido di attrezzatura passando da secchiello, spatola e livella a cane, manicotto e wurstel. Con un’elegante disinvoltura scese dalla macchina Ziva. Riuscii a dire solo una cosa: WOW 😮! Quella ero io ma più grande: giuro che per un attimo ho pensato che Alessio mi avesse fatto lo scherzo di mettere uno specchio deformante. L’illusione svanì rapidamente, quando Ziva iniziò a fare l’allenamento facendo cose strabilianti. Sì! Era proprio chiaro che non potevo essere io! 😒
Finito l’allenamento, timidamente… no, non è un aggettivo che mi si addice… dunque… allegramente zompettai verso questa ragazza con un pelo magnifico e le orecchie giù (che poi sarebbero quelle che mi garbavano, ma mi son toccate le orecchie a parabola!). La mia allegria è durata il tempo di un respiro perché subito mi aggredì! Proprio non ne voleva sapere di me! Volevo farmela amica a tutti costi, avevo capito che era una che contava lì nel gruppo, ma non apprezzò la mia irruenza e focosità giovanile. Ho provato in tutti i modi, ma niente. Mi dicevo pazienta che poi quando sarai più grande le piacerai. Potrò sembrare insistente, ma io sprizzo peace&love da tutti i pori e professo il e vissero tutti felici e contenti. Comunque con Ziva non ha funzionato, che smacco!

Sono cresciuta e ormai le nostre litigate non sono più per conquistare la sua attenzione, ma per chi deve essere LA femmina del gruppo! Nessuna delle due cede e l’ultima volta che ci siamo viste son volati ciuffi di peli. Quelli che volavano quando litigavo con mia sorella erano nulla in confronto, qui ci siamo proprio tirate via le pellicce. I nostri genitori ci guardavano esterefatti ma con la lucida convinzione che era un problema solo nostro. Quella volta però stavamo perdendo davvero il controllo, un urlo ci ha riportate alla realtà; ci siamo allontanate guardinghe ed entrambe con una bella ceretta pre-estiva!

Non capisco come non facciamo ad andare d’accordo. Non capisco come non abbia mai apprezzato il fatto che le dicessi che da grande volevo essere come lei, che sui muri della mia cameretta avevo appeso tutti i suoi poster, che in un quaderno attaccavo tutti gli articoli che la riguardavano, che avevo spulciato gli archivi nazionali ed ero risalita ai suoi primissimi giorni e passi.

Ziva era nata il 9 agosto 2016 in una fattoria di Figline Valdarno. Cavalli, mucche e galline erano rimasti la sua famiglia dopo che tutti i fratellini avevano lasciato la casa natale. Nel frattempo, in quel di Livorno, Gaia cercava di convincere Fabio a prendere un cucciolo. Lotta dura, ma da brava donna alla fine la spuntò e il 17 ottobre Ziva si ritrovò in macchina in direzione della sua nuova casa. Ad esclusione di quel primo viaggio che per lei come per tutti noi cuccioli è stato abbastanza traumatico, una volta a casa diventò la Regina: divano, letto, giardino, pappa, pipì e cacca. Un ciclo ininterrotto di beatitudine. Tolti i momenti amorosi in casa, appena varcato il cancello i genitori impazzivano dietro a quella che si trasformava da dolce cagnolina in un cingolato. 

Fabio cercò di parlarle, ma lei faceva orecchie da mercante, non vedeva quale fosse il problema. Una sera come tante che dormiva lunga stesa come un pascià, un tono di voce sospetto la svegliò. Rimase immobile, con gli occhi chiusi, ma le orecchie ben attente; respiro al minimo per sentire meglio: Fabio stava parlando con Gaia ed era disperato. Si sentì morire dentro e si ripromise di fare di tutto per accontentarlo. Si riaddormentò con un bel sospiro sicura delle sue buonissime e infallibili intenzioni. La mattina dopo aspettò con ansia la passeggiata. Varcato il cancello camminava accanto a Fabio orgogliosa di sé stessa. Si stava gongolando quando una lucertola le attraversò la strada, la guardò, scoppiò a ridere e disse Uuuuuuuuh… facciamo la signorina per bene!! Le fece una pernacchia e scappò via! Ziva – giustamente direi – perse il lume e il tir che era in lei partì direttamente in quinta. Una volta tornata a casa, l’espressione di Fabio le riproiettò quello che aveva appena fatto. Non se ne era resa conto. L’istinto aveva vinto. Rimasta sola cominciò a pensare. Il postino le dette la soluzione. Fece scivolare, insieme alle bollette, un volantino che noi abbiamo già visto con Audrey, ma che Ziva vedeva per la prima volta:
Hai quattro zampe e una coda? Allora facciamo al caso tuo!
Paura, stress, noia? Chiama 848!
Iperattività, aggressività, remissività? Chiama 848!
E se invece sei dinamico e hai voglia di imparare cose nuove… ovvio… chiama 848!

Decise che doveva provare questa via e quando Fabio tornò dal lavoro glielo fece vedere.
Chiamò.
Andarono.
Alessio, vecchia volpe, appena la vide disse che in lei ardeva la fiamma della ricerca e del soccorso. Si dimenticarono che erano andati lì per imparare a non tirare al guinzaglio e passarono i successivi tre mesi a cercare di insegnarle ad abbaiare (cosa fondamentale per segnalare un disperso). Tre mesi che dovevano contrastare due lunghi anni in cui a casa tutto le era stato concesso meno che abbaiare. Ed essendo lei un Border e dunque un cane iper-schematico, quella cosa aveva imparato e quindi quella cosa faceva… punto! 🙈🙉🙊 Alla fine un paio di manicotti (santi subito!) innescarono il tanto atteso abbaio e da lì non ha più smesso.

E’ bella, è brava, è intelligente, è più matura di noi ed è prontissima per diventare operativa come Otto (per altro suo marito dal 23 agosto 2019) e come Rey. Purtroppo ancora non ci è riuscita perché per ben due volte le è stato rimandato l’esame, l’ultima delle quali per colpa di Covid che ci ha messo lo zampino!

La conquisterò! 😏 Lo giuro su quei manicotti che per noi sono più importanti della nostra stessa vita! 😎😍


Ziva e Fabio

07 aprile 2020

L'ADDESTRAMENTO



ADDESTRAMENTO - U.C SARA- SLAM 




Per addestrare all'operatività  un Unità Cinofila, cane conduttore, occorrono circa due anni iniziando da un corso base di obbedienza (seduto, terra resta) che dovrà finire il prima possibile. Attraverso il corso di obbedienza,  il proprietario conduttore impara a gestire il proprio cane poiché in operatività  dovrà sempre avere sotto controllo la situazione. Per quanto riguarda la forma del conduttore, e verranno fornite nozioni di orienteering (orientamento), con cartografia uso della bussola, di primo soccorso, gli verrà insegnato ad usare il GPS, gli saranno impartiti accenni  di psicologia dell'emergenza del disperso, sulle aree alpino spalmo fluviali. Conduttore apprende come comunicare, in maniera idonea e corretta, con il cane poiché, è bene sottolineare che quest'ultimo possiede una visione del mondo completamente diverso  dalla nostra utilizzando  il naso come noi facciamo con gli occhi.
Addestramento ludico
 "Il metodo di  addestramento adoperato si fonda sul gioco e sul   rinforzo positivo, ovvero il cane viene premiato  ogni qualvolta il cane  esegue correttamente  il comportamento desiderato, legato a un comando. L'obbedienza alla condotta è, inoltre effettuata contemporaneamente tra più binomi, con i cani che si incrocino tra di loro: il cane deve essere sempre  orientato verso il proprio conduttore  e non distrarsi mai. Una parte di addestramento è dedicata  alla forma fisica dell'animale, il quale svolgerà: esercizi fisici generici di derivazione sportiva per il potenziamento muscolare e la resistenza, ed esercizi più specifici di training per conseguire  maggiore familiarità con i diversi scenari  operativi che potrebbe incontrare durante lavoro”.

03 aprile 2020

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🐶 CHI SIAMO - 4° PARTE

Giorno numero 24 della quarantena.

L’ho scritto non perché sappia cosa voglia dire, ma l’ho sentito in televisione e sembra sia una cosa allo stesso tempo eccitante e deprimente. Per quanto mi riguarda, a parte che non vedo più tutti i miei amici del Circolo di tennis dove lavoro né i miei fratelloni a quattro zampe, dover stare a casa con la mia famiglia è una gran figata! Un po’ mi annoio perché nella vita frenetica che facevo fino a 25 giorni fa mi muovevo tanto di più, ora invece dormo tanto di più. Ma prendiamola con filosofia: incamero energie per quando riprenderemo le nostre ricerche!! C’è anche un’altra cosa strana che mi ha fatto notare un mio amico: ora tutti gli umani si mettono la museruola quando escono. La reclusione secondo me li porta ad una pazzia lenta ma a senso unico… sicuro! Comunque lasciamoli fare e assecondiamoli, perché al momento sono abbastanza sensibili a qualsiasi osservazione e/o rimprovero. 😶.
Parliamo di noi che siamo più bellini e divertenti 😌!

Ho ancora tanti fratelli di cui parlare, quindi oggi, per non fare un torto a nessuno, ho deciso di estrarre il nome. È facilissimo:

1. Prendere delle crocchette e numerarle (ad ogni numero corrisponde un nome).
2. Metterle in un recipiente.
3. Agitare bene.
4. Tapparsi gli occhi.
5. Infilare la zampa nel recipiente.
6. Estrarre la crocchetta.
7. Eeeeeeee… crocchetta numero 3:
Bonnie!

Neanche a farlo apposta, con Bonnie possiamo continuare la saga iniziata prima con Rey e proseguita poi con Audrey, quella dei cani sopravvissuti e scampati ad un destino crudele. Togliamo lo scenario natalizio strappalacrime e ci tuffiamo in uno tiepido pre-estivo: 13 maggio 2018, dieci giorni esatti dopo che eravamo nate io e mia sorella è nata Bonnie. Si sa che nascere dalla primavera in poi 🌻🍀🌞 porta inevitabilmente il vantaggio di poter approfittare dell’aria aperta e quindi di poter esplorare fin da subito il mondo esterno. Tanto più che come noi, anche lei ha avuto la fortuna di nascere in campagna.

Beatrice (la sua mamma) aveva già un altro cane, una Golden di nome Birba da quando aveva solo otto anni e che cominciava ad avere qualche acciacco di troppo. Un pomeriggio, parlando con Beatrice, Birba le disse di cominciare a pensare ad un cucciolo, che tanto lei era vecchia e che sentiva che il suo treno stava arrivando lentamente al capolinea. Per quanto quest’idea fosse difficile da digerire, si misero insieme a guardare su Facebook alla ricerca di un batuffolo e capitarono così sul post di una cucciolata nata da babbo Pastore Tedesco e mamma Border Collie. Si guardarono e pensarono che fosse un incrocio di due razze niente male con, generalmente, tempra e temperamento alti. Ovvio che poi ogni cane è una storia a se’, ma la base era buona. Scrissero subito alla signora che aveva pubblicato il post e in men che non si dica, Beatrice si ritrovò in viaggio direzione Bagno a Ripoli. Quando arrivò le vennero incontro quattro batuffoli, ma Bonnie si fece notare subito perché era l’unica che, per far bella figura, si era messa tutti e quattro i calzini. Aveva sbagliato a pescarli dal cassetto: uno da tennis, uno medio e due fantasmini, ma più che alla lunghezza aveva fatto attenzione che fossero tutti bianchi!! 😂😂

Vista e presa. Direzione Livorno!!

La sicurezza e la spavalderia sfoggiate la mattina vennero meno una volta arrivata nella sua nuova casa. Non aveva mai visto e tanto meno vissuto in quella cosa strana che gli uomini chiamano città: cemento, rumori, gente, macchine. Follia pura, ma per fortuna riuscì ad abituarsi velocemente.

Passarono due settimane durante le quali Birba sopportò l’esuberanza e l’euforia giovanile di Bonnie. Osservò questa cucciola in tutte le sue sfaccettature e aveva capito che era arrivato il momento giusto. Sapeva che Beatrice ora avrebbe avuto da fare parecchio con lei e non voleva che la sua vecchiaia fosse un peso in più e una distrazione nella formazione della piccola.
Era stanca ma felice.
Si addormentò per l’ultima volta.

Bonnie si trovò nuovamente un po’ spiazzata senza un’amica pelosa alla quale dar noia 😔 e dalla quale imparare in che verso girava il mondo. Meno male però aveva Beatrice 😍. Si attaccò a lei come una cozza allo scoglio. Per certi versi la cosa può risultare molto romantica – sento già i vostri sospiri emozionati – ma quando dei cuccioli si stanno formando come noi per salvare il mondo, devono riuscire a sviluppare una certa autonomia. Serviva tempo, tenacia e lavoro indefesso, ma Bonnie alla fine l’avrebbe spuntata perché era una bomba ad orologeria, proprio come Beatrice e Birba avevano immaginato quando avevano letto l’annuncio. Mille problemi ad una zampetta hanno dato tanto filo da torcere e imposto frequenti battute d’arresto nella formazione di questo splendido binomio. Ma risalendo con grinta dalle cadute vertiginose della motivazione, ogni volta che è scesa in campo Bonnie ci ha dimostrato e ci dimostra di cosa sia capace. È la sua mamma che spesso non lo vuole vedere, ma Bonnie c’è! 😎 Non lo dico retoricamente tanto per strapparvi una lacrima, c’è davvero! Zampa o non zampa, lei ha capito qual è il suo lavoro e lo fa perché le piace, sennò al primo dolore si fermerebbe ad annusare l’erba e a guardare volare le farfalle! 😉

Con gli altri fratelli abbiamo discusso più e più volte di un progetto tutto nostro (non lo abbiamo mai detto ai nostri genitori 😁) e secondo noi avrebbe davvero un suo perché: inventare una nuova razza partendo da Bonnie. Gli abbiamo anche già trovato il nome: POSTER (Pastore + Border)!! 😂😂
Siamo delle volpi 😎😜! Non ci fossimo dovrebbero inventarci... anche se non so se gli uomini riuscirebbero a creare capolavori quali siamo!!! 😌😁😂


Bonnie e Beatrice

02 aprile 2020

IL BOXER

BOXER


ORIGINI
discende dagli antichi Bullenbeisser (azzanna-tori), e in particolare dal cane da toro del Branìbante, un tipo di Bullenbeisser meno tarchiato e più agile. i primi soggetti di tipo attuale si videro in esposizione alla fine dell’Ottocento.
ASPETTO CARATTERISTICHE
Di taglia media, robusto ma anche armonioso vede elegante. La testa è squadrata, con muso corto rispetto al cranio: la proporzione è di 1:2.
E’ un cane prognato,  con la mandibola che sorpassa leggermente la mascella: questo tipo di dentatura è un difetto nella maggior parte delle razze canine, ma per il Boxer è prescritta dallo standard. Gli occhi sono scurissimi. Le orecchie , fino a pochi anni fa tagliate a punta, vengono ora lasciate integre e ricadono lungo le guance, girate in avanti; in attenzione ricadono in avanti  con una leggera piega. La coda è attaccata alta e portata all’insù. Tradizionalmente era mozzata e corta, cosa che avveniva anche per le orecchie, ma in seguito all’Ordinanza Turco gli esemplari nati dopo il 2007 non più soggetti a queste amputazioni conservando orecchie e coda al naturale.
PELO: corto, duro, brillante e aderente;
COLORE: giallo (in varie tonalità, dal rosso fulvo scuro al giallo chiaro) o tigrato. Sono ammesse le macchie bianche purchè non arrivino ad 1/3 del colore di fondo.
TAGLIA: MASCI 57-63 CM; FEMMINE 53-39 CM;
ATTITUDINI
E’ uno dei cani da difesa più equilibrati e di miglior carattere: dolcissimo con i bambini, che ama tanto da avere la palma di “miglio baby sitter a quattro zampe del mondo”, è allegro, giocherellone e amico di tutti, a meno che qualcuno non metta in pericolo la sicurezza del padrone e della sua proprietà.
In questi casi diventa un terribile avversario. Il suo addestramento non è facilissimo per il profano ma in mani esperte da splendidi risultati; anche se non viene addestrato, comunque, svolge spontaneamente le funzioni di guardiano e difensore, specie dei bambini. Resta socievole e giocherellone fino a tarda età.
SALUTE
come tutti cani a canna nasale molto corta, può avere problemi respiratori in caso di caldo eccessivo.
DOVE TENERLO
Può vivere in giardino  anche nella stagione fredda, purché disponga di un adeguato riparo, ma preferisce vivere in casa in mezzo alle persone per il carattere estremamente socievole. Non va mai lasciato in macchina al sole, né in giardino senza possibilità di ripararsi all’ombra. In casa non perde pelo, ma sbava un pò unica sua simpatica pecca negativa.
Essendo un cane molto diffuso è facile trovare cuccioli, ma non sempre si tratta di soggetti selezionati  con la giusta attenzione. Per l'acquisto è sempre consigliabile rivolgersi a un buon allevamento, perché i cani non selezionati potrebbero non rivelare il meraviglioso carattere di cui abbiamo parlato. Per chi ritiene che quello della bava in casa sia un problema molto grave, è consigliabile acquisto di una femmina, che sbava assai meno del maschio.






STRISCIARE A TERRA

  Strisciare a terra È divertente guardare il proprio cane strisciare sul pavimento: piegarsi, toccare il pavimento con la pancia e iniziar...