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Il lavoro delle Unità Cinofile da Soccorso (UCS) si svolge spesso in condizioni complesse, nelle quali il binomio è chiamato a dare il meglio di sé sul piano tecnico, su quello emotivo, sul piano fisico e su quello relazionale, lavorando in team con altre UCS e con altro personale con funzioni e competenze differenti e complementari e magari con uno o più dispersi.
In questo contesto, la relazione tra il conduttore ed il cane costituisce un elemento di fondamentale importanza, che consente di far esprimere tutte le potenzialità di entrambi, in un delicato equilibrio tra indipendenza e complicità, nell’ambito di una sensibilità reciproca che evolve nel tempo.
Al cane, in particolare, viene richiesto di esprimere il giusto mix di intensità tra istinto predatorio, motivazione, fiducia, autonomia, perseveranza, curiosità, tecnica, ma anche socievolezza, ascolto ed obbedienza, esaltate e affinate sia mediante le attività di ricerca sia mediante il lavoro di obbedienza al campo.
L’addestramento dell’unità cinofila richiede quattro requisiti fondamentali:
- molta pazienza da parte del conduttore;
- Molto tempo e quindi una buona costanza ( non si impara in 10 o 12 lezioni ma ci vogliono anni!);
- Un buon ottimo rapporto col nostro amico e, in questo caso, indispensabile collaboratore a 4 zampe;
- Ultima, ma non meno importante tanta voglia di divertirci con i nostri amici a due e quattro zampe!
Ognuno di noi vive la relazione con il proprio cane in maniera unica e irripetibile, e le circostanze che ogni volta si creano sono speciali e imprevedibili.(rif).
